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Una curiosità su questo fungo è che presenta il fenomeno del geotropismo: avvenuta la morte di una pianta ospite, cadendo sul terreno dello stesso, riesce a modificare la sua posizione rispetto al terreno sottostante e riportarsi con la superficie imeniale in posizione parallela al terreno.

PERIODO E RACCOLTA

Fruttifica tutto l’anno.

 

DESCRIZIONE

Cappello da 10-40 cm, la forma ricorda quella di uno zoccolo equino, corpo fruttifero sessile, superficie ricoperta da una crosta dura e spessa. Ha una colorazione molto variabile grigio-chiaro, grigiastro, con solchi dove si notano gli anelli concentrici delle fasi di crescita. Superficie pileica liscia, con diverse tonalità concentriche. Imenoforo costituito da tubuli lunghi, pluristratificati inizialmente, bruno-rugginoso con pubescenza chiara. Superficie bianco-crema, a ocra grigiastra più scura al tatto. Carne legnosa, fibrosa, suberosa di colore brunastro.

Fomes fomentarius
Fomes fomentarius
Fomes fomentarius
Fomes fomentarius

 

 

 

 

 

 

 

Fomes fomentarius
Fomes fomentarius

 

 

 

 

 

 

 

PROPRIETÀ ORGANOLETTICHE

Odore fungino gradevole, sapore acre.

 

HABITAT

Inizialmente parassita, continua a fruttificare come saprofita su piante morte di svariate latifoglie. Faggio, quercia, betulla…

 

NOME SCIENTIFICO

Fomes fomentarius.

 

NOME DIALETTALE

Fungo dell’esca, lisca.

 

COMMESTIBILITÀ

Non commestibile.

 

NOTE

Utilizzato in tempi antichi, chiamato fungo dell’esca: sotto la crosta del cappello c’è uno strato morbido e soffice, che veniva opportunamente trattato e ridotto in polvere mescolato al salnitro per facilitare l’accensione del fuoco. PS: fungo rinvenuto in una sacca che portava con sè l’uomo dei ghiacci, la famosa mummia di Otzi rinvenuta sulle alpi.

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