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Per anni è stato uno dei funghi più mangiati, però i recenti studi consigliano di astenersi dal consumarlo.

PERIODO E RACCOLTA

Autunno inoltrato.

 

DESCRIZIONE

Cappello 6-20 cm, convesso, carnoso ma fragile, con il margine involuto poi appianato con grosso umbone, fino a imbutiforme. Cuticola liscia, ricoperta nel giovane da una pruina biancastra, da grigio chiaro-cenere a bruno-grigio. Lamelle strette, fitte, sottili, facilmente separabili dalla carne del cappello, biancastre poi color crema a maturità. Gambo robusto, carnoso, attenuato in alto e ingrossato alla base, spesso claviforme, confini fibrille longitudinali. Carne bianca, compatta ma presto molle a maturazione.

Clitocybe nebularis
Clitocybe nebularis
Clitocybe nebularis
Clitocybe nebularis
Clitocybe nebularis
Clitocybe nebularis
Clitocybe nebularis

PROPRIETÀ ORGANOLETTICHE

Odore aromatico, forte, con sapore acre.

 

HABITAT

Sia nei boschi di latifoglie che di conifere, in zone ricche di fogliame, in gruppi talvolta numerosi, in file formando i cerchi delle streghe.

 

NOME SCIENTIFICO

Clitocybe nebularis.

 

NOME DIALETTALE

Nebbione, Agarico Nebbioso, Agarico delle nebbie.

 

COMMESTIBILITÀ

Tossico.

 

NOTE

Considerato commestibile, è passato a tossico a seguito di numerose intossicazioni e alcuni avvelenamenti causati da accumulo  di tossine presenti nel fungo, essendo quest’ultime “termostabili” (non soggette a diminuire con l’effetto del calore), anche la cottura non ne garantisce la commestibilità.

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