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Eccoci alla prima sfida: le prime due piante sono l’Avena Sativa contro la Segale Cornuta, due cereali simili, ma anche molto diversi per storia e utilizzo.

Salve a Tutti, eccomi di nuovo con voi, oggi vi presento un gruppo formato da sedici nuovi Personaggi arrivati direttamente dal Mondo Vegetale, per ravvivare questo momento assai triste, con una sfida a colpi di fiori e foglie, rami e radici, tra PIANTE BUONE e PIANTE PERICOLOSE, ne IL PALIO DELLE PIANTE.

Ogni settimana una coppia di loro, si sfiderà a colpi di proprietà per cercare di aggiudicarsi la vittoria ricevendo il punteggio più alto, che proprio voi dovrete aggiudicare volta per volta.

Oggi per iniziare si sfideranno l’AVENA SATIVA e la SEGALE CORNUTA, vi chiedo pertanto di leggere e ascoltare attentamente le loro Voci e solo alla fine, dare il vostro voto; a mia volta io vi darò un piccolo premio di partecipazione.        Si dia quindi inizio al Palio…squillo di Cicale…entra in campo La Pericolosa:

Segale cornuta.
Pane nero.
Pane nero.

 

 

 

 

 

 

 

                        “Io sono la povera SEGALE CORNUTA , cereale frugale e spontaneo, coltivato nell’antichità per sfamare i contadini più poveri con la mia farina e il mio pane nero, ma durevole e nutritivo. Sono ahimè però, anche tristemente famosa protagonista involontaria, dei i tanti processi alle Streghe del Nord Europa e, come quello particolarmente noto, tenuto nella cittadina di Salem negli Stati Uniti.

Ma come mai protagonista? …..purtroppo perché gli alcaloidi contenuti nella mia varietà appunto detta Cornuta, quando ingeriti, provocano dolori terribili, accompagnati da allucinazioni orrifiche e demoniache. Quindi moltissime persone che si cibavano abitualmente dei miei derivati, vennero così giudicate possedute dai demoni e condannate per stregoneria, spesso a morte, bambini compresi. Cresco in terreni freddi e poveri, per questo quando la stagione si fa difficile, formo delle piccole “corna” sulle spighe per resistere, da cui deriva il mio nome. Ciò fa sì che il fungo parassita “CLAVICEPES PURPUREA” vi si annidi e generi lo “SCLEROZIO”, da cui deriva l’HERPES ZOSTER che sviluppa l’ERGOTISMO, malattia dalle conseguenze gravissime per la popolazione: basti pensare che solo nel 994 d.c. in Aquitania (Francia), morirono ben 40.000 persone.

Attualmente il “FUOCO DI SANT’ANTONIO”, viene curato con farmaci antivirali e antibiotici, per le infezioni prodotte dalle piaghe esterne, ma per la popolazione di allora non c’era scampo; ben molto peggio del Covid-19 di oggi.

Contengo anche ERGOTINA, un alcaloide tossico, da cui nel 1943, un Chimico Svizzero sintetizzò la droga chiamata LSD, per questo mi hanno anche chiamata “GRANO PAZZO”.

In medicina, in passato, come ancora oggi, le levatrici utilizzavano lo SCLEROZIO per indurre gli aborti, facilitare il parto e il distacco della placenta, ma attualmente, i miei alcaloidi sono utilizzati prevalentemente, per curare l’ipertensione e gli stati confusionali degli anziani.”


RISPONDE ORA LA PIANTA BUONA, L’AVENA SATIVA:

 

 

 

 

 

 

                                                          “Io sono la bionda AVENA SATIVA, comunemente chiamata anche “BIADA”.

Nasco spontaneamente nelle zone temperate di tutto il mondo, poi coltivata da millenni per alimentare uomini e animali, anche se ora si preferiscono Orzo e Mais, più redditizi, ma le mie qualità, speciali e molteplici, mi rendono ancora utile in particolare, per la cura e la bellezza del corpo.

Con le mie fibre proteggo il cuore, regolo la glicemia, do sollievo alle irritazioni della pelle malata, elimino il prurito e grazie alle mie virtù, calmanti e sedative, curo ansia, stress e insonnia.

Riduco il colesterolo, i dolori articolari causati da reumatismi, gotta e uricemia, essendo diuretica e depurativa.

In CRUSCA e FIOCCHI, sono utile contro le costipazioni, come tonico e rinforzante.

Mi potete assumere anche come infuso, in capsule, tintura madre, fluido estratto per bagni, decotti, cataplasmi, impiastri e in cucina, la mia farina è ottima.

ATTENZIONE PERO’ A CHI E’ CELIACO, perché anche se non ho glutine, contengo AVENINA, una proteina molto simile. Contengo anche Fibre Alimentari solubili, Polisaccaridi, Zuccheri Complessi, Betaglucani, Flavonoidi, Saponine e Minerali, tra cui Acido Silicico, Ferro, Manganese, Zinco, e Fosforo, con Vitamine B1 e B2.

Appartengo alla famiglia delle Graminacee e mi potete ancora trovare nei campi, dove cresco libera con le mie bionde chiome piegate verso il basso, perciò vi aspetto numerosi ad incontrarmi.

Ricordate però, che in questa forma spontanea, non trattengo i semi sulle spighe, ma li lascio cadere, così il vento li può trasportare, dandomi così la possibilità di riprodurmi. GRAZIE!”

“PICCOLO PREMIO FINALE”

Bene dunque, dopo aver assistito al primo scontro, che spero vi sia piaciuto, sono a mantenere la promessa iniziale e per premiare la vostra attenzione e la partecipazione al voto, vi regalo questa ricetta per realizzare un ottimo dolce antico, con le due protagoniste, a dimostrare che in cucina, piante Buone e Pericolose, a volte si equivalgono:

 

TORTA DI MELE CON SEGALE E AVENA

 

Ingredienti e dosi:  

  • 200 gr di Fiocchi d’avena
  • 200 gr di Farina di Segale (in alternativa farina integrale)
  • 200 gr di zucchero semolato
  • 4 Mele Durelle o Renette
  • 1 Uovo intero
  • Mezzo bicchiere d’olio di Oliva Extra Vergine
  • 1 cucchiaino scarso di cannella in polvere
  • 1 bicchierino di Sassolino o Anice
  • 1 bustina di lievito in polvere per dolci
  • Latte per stemperare

 

Lavare e togliere il torsolo alle mele con la buccia, tagliarle a fettine sottili e metterne metà in una terrina con un pochino di zucchero.

Impastare la farina, i fiocchi, lo zucchero, il lievito e la cannella, con l’uovo, l’olio e il latte quanto basta, per formare un impasto denso, ma morbido, poi aggiungere la metà delle mele senza zucchero, mescolare bene e colare il tutto in uno stampo da dolci medio.

Disporre poi il resto delle mele con lo zucchero, a vostra fantasia sopra l’impasto e poi infornare per almeno 40 minuti nel forno preriscaldato a 180°. 

Controllate con lo stecchino e se il dolce è cotto, si può togliere dal forno e si lascia raffreddare nello stampo. 

Torta di mele con segale e avena.
Torta di mele con segale e avena.
Torta di mele con segale e avena.

 

 

 

 

 

 

 

Augurandovi Buon Appetito, vi do appuntamento alla prossima sfida.

A presto, Raffaella.  

 

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