Se avete iniziato come me ad andare per boschi di certo vi siete già imbattuti in questi spiacevoli incontri. Io amo il bosco e i suoi abitanti ma le zecche… anche no!!!
La prima cosa da sapere è riconoscerle! Già,  mica potete stare attenti a qualcosa che non conoscete.
Le zecche sono insetti, parassiti, che¬†iniziano a succhiare sangue dopo aver introdotto sotto pelle il loro rostro¬†(apparato boccale). Un morso, quello delle zecche, impercettibile (sia per le dimensioni ridotte dell’insetto che per la¬†sostanza anestetica¬†emessa al momento del “pizzico”). Il parassita tende a staccarsi da solo dopo un periodo di 5/7 giorni.

I rischi sono quelli di contrarre virus e la Tbe: meglio conosciuta come meningoencefalite da zecche. Una malattia, questa, che in forma grave non può essere curata ma semplicemente prevenuta.
Esse vivono nei boschi, tra i cespugli,nell‚Äôerba; preferiscono il sottobosco e le zone umide…proprio come i funghi!!. Solitamente non si trovano, o sono molto rare, al di sopra dei 1000 metri di altitudine. I mesi ¬†pi√Ļ rischio sono quelli che vanno dalla fine della primavera per tutta l’estate.
Usate sempre buon senso quando siete nel bosco; il mio consiglio è quello di indossare abiti di colore chiaro (in questo modo sarà facile individuare immediatamente un ospite indesiderato sul proprio corpo), possibilmente maniche lunghe, pantaloni lunghi.

Finita la vostra passeggiata tra i boschi, toglietevi i vestiti e lavateli in lavatrice con un lavaggio ad alte temperature.

Controllate bene la vostra pelle: una zona rossa che fa prurito con un puntino nero al centro, potrebbe essere una zecca appena piantata nella pelle.
Per rimuoverla, se √® li da poco, sono sufficienti un paio di pinzette. Cercate di afferrare la zecca il pi√Ļ vicino possibile alla pelle e estraetela in su senza scatti e senza torcerla perch√© ¬†la bocca dell‚Äôinsetto potrebbe rimanere incastrata nella pelle. Dopo averla rimossa pulite e disinfettate bene la pelle. Se non siete certi di averla rimossa o se avete paura a farlo, recatevi al pronto soccorso.

femmina
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ninfa
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Franco Chiarabini

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